Mastoplastica Additiva e Protesi: Rotonde o Anatomiche?

Mastoplastica Additiva e Protesi: Rotonde o Anatomiche?

Il Dott. RIVAROSSA ci spiega l’importanza della scelta delle giuste protesi nella mastoplastica additiva:

“Le protesi mammarie di ultima generazione sono composte da gel coesivo al silicone, e si dividono in due grandi categorie: le protesi dette “ROTONDE” e le “ANATOMICHE”. Nonostante l’opinione comune che le protesi anatomiche portino un migliore risultato, non sempre questo corrisponde a verità. Vediamo perchè.

Le protesi rotonde sono state le prime ad essere introdotte in commercio. Nonostante il nome, non sono protesi davvero rotonde, ma hanno una forma grossolanamente cupoliforme e simmetrica. Sono disponibili in una ampia gamma di misure, per adattarle perfettamente alle esigenze di ogni paziente.

Le protesi anatomiche, invece, in sezione hanno una forma grossolanamente a goccia, per mimare la naturale forma della mammella: anche loro possono essere adattate scrupolosamente alla tipologia di paziente.

In verità la stessa protesi rotonda, quando sottoposta alla forza di gravità, assume già una forma molto più fisiologica e naturale. Rispetto alle anatomiche riuscirà a riempire meglio il polo superiore, donando una mammella più piena e dall’aspetto giovane. Allo stesso modo, quando posizionata in una tasca sottomuscolare, eviterà inestetismi dovuti all’eventuale rotazione della protesi nel tempo.
Al contrario la protesi anatomica è nata per quelle situazioni in cui la protesi rotonda non può dare buoni risultati: può essere una buona scelta in caso di protesi sottoghiandolari, mammelle iposviluppate con base piccola, pazienti con cute e sottocute molto sottili. Riesce inoltre ad essere più efficace per riempire il polo inferiore della mammella se iposviluppato.

L’errore più frequente è l’associazione della protesi rotonda con quelle mammelle rotonde, innaturali e posizionate eccessivamente in alto, che troppo spesso si vedono in tv. Questo cattivo risultato, purtroppo, dipende non dalla forma della protesi, ma dall’indurimento della stessa (“contrattura capsulare”), che, raramente, può manifestarsi indipendentemente dal fatto che si siano usate protesi rotonde o anatomiche.

Come si vede le variabili in gioco sono davvero tante, e si può fare una scelta accurata solo dopo una attenta visita medica, valutando la tipologia di paziente, di cute e di mammella, ma anche i desideri e le aspettative della paziente, che sono la cosa più importante per il chirurgo.”

Per informazioni o per prenotare una visita per mastoplastica additiva con il Dott. Rivarossa puoi contattarci all’indirizzo info@chirurgiaplasticarivarossa.it o per telefono allo 0172636057

Visita anche la sezione dedicata alla chirurgia estetica della mammella